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Protezione antisismica? Impariamo dai Borboni!

 

Il Cnr-Ivalsa di San Michele all’Adige (Tn) ha studiato e testato le pareti in muratura con telio in legno che resistettero ai terremoti distruttivi del 1905 e del 1908.


Le norme antisismiche attualmente vigenti nella nostra legislazione risalgono al 2008 e sono in corso di revisione. Non tutti sanno, però, che il primo regolamento del genere d’Europa fu imposto dai Borboni subito dopo il catastrofico terremoto che nel 1783 distrusse gran parte della Calabria meridionale, con circa 30.000 vittime. 


Fu, allora, redatto un codice per la costruzione degli edifici che raccomandava l’utilizzo di una rete di legno all’interno della parete in muratura. L’efficacia di questo sistema costruttivo si dimostrò durante i successivi eventi tellurici che colpirono nuovamente la Calabria, nel 1905 e nel 1908 (circa nove gradi di intensità sulla scala Mercalli, magnitudo 6.9 sulla scala Richter): danni non significativi con limitate porzioni di muratura collassate e in nessun caso crolli totali. Allo stesso modo si comportò anche il palazzo del Vescovo di Mileto, ricostruito dopo il 1783 adottando gli accorgimenti antisismici contenuti nel regolamento borbonico. L’edificio è ora completamente abbandonato e in evidente stato di degrado, ma la sua struttura ha attraversato oltre 200 anni di storia senza cedimenti.


Questa stessa tipologia di struttura è stata ora sottoposta a una serie di test nel laboratorio di prove meccaniche dell’Istituto per la valorizzazione del legno e delle specie arboree del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr-Ivalsa) di San Michele all’Adige (Tn). La parete è stata costruita con la collaborazione del Dipartimento di Scienza della Terra dell’Università della Calabria (Unical) per analisi chimiche e petrografiche al fine di ottenere, oltre alle caratteristiche dimensionali e di apparecchio della muratura intelaiata, anche simili prestazioni meccaniche di malta e pietre. 


“Si tratta - spiega Nicola Ruggieri, ricercatore di Unical - di una riproduzione pressocché identica di una parete dell’edificio vescovile a Mileto, in scala 1:1, costituita da muratura rinforzata da un’intelaiatura lignea”. La specie legnosa utilizzata è stata identificata nei laboratori Ivalsa come castagno calabrese. “Per le prove - spiega Ario Ceccotti, direttore di Ivalsa e responsabile scientifico del progetto insieme a Raffaele Zinno dell’ateneo calabrese - abbiamo imposto alla sezione una serie di spostamenti alternati nelle due direzioni via via crescenti, così da simulare il comportamento alle azioni sismiche, anche le più importanti, della parete intelaiata”. 


La parete ha mostrato un eccellente comportamento antisismico, evidenziando una buona duttilità garantita dal riempimento interno dei telai - con qualche piccola espulsione di muratura - mentre gli stessi telai di legno (sia le aste sia i nodi) sono rimasti quasi completamente integri. “Già nel 1908, in seguito al catastrofico terremoto che distrusse Reggio e Messina - continua Ruggieri - il geografo Mario Baratta, fondatore della sismologia storica, rilevava le buone qualità sismiche dell’edificio di Mileto. Oggi al Cnr-Ivalsa abbiamo avuto conferma di tale resistenza”. 


Alla prova ha assistito una delegazione del COST Action FP 1101 Assessment, Reinforcement and Monitoring of Timber Structures, composta da circa cinquanta studiosi provenienti da tutto il mondo. “L’esito del test - conclude Ceccotti - ha dimostrato chiaramente che un sistema costruttivo ideato a fine Settecento come quello borbonico è in grado di resistere a eventi sismici di una certa rilevanza e che questa tecnologia, una volta compiuti i dovuti approfondimenti e adottando sistemi di connessioni innovativi, potrebbe essere favorevolmente applicata a edifici moderni garantendone stabilità e dando sicurezza alle persone che li abitano".


I risultati sperimentali del progetto saranno presentati in occasione dell’incontro internazionale H.Ea.R.T 2013 (Historic Earthquake-Resistant Timber Frames in the Mediterranean Area) organizzato da Unical e Cnr-Ivalsa, in collaborazione con Università di Minho, Atene e Istanbul e Icomos Wood Scientific Committee, che si terrà a Cosenza il 4 e 5 novembre.


Il convegno ha già raccolto contributi [continua] da molti paesi del Mediterraneo (Marocco, Portogallo, Albania, Grecia, Turchia, Egitto, Italia, Usa, Giappone e Cina) che si contraddistinguono per la presenza sul territorio di edifici caratterizzati da pareti in muratura con intelaiature lignee simili a quelle realizzate in Calabria alla fine del Settecento.


Il convegno di Cosenza
Si trovano tracce di muratura con telai in legno in molti paesi mediterranei a forte attività sismica come la Grecia, l’Italia, il Portogallo e la Turchia. Uno dei più antichi esempi di questo sistema costruttivo è stato trovato nella cultura minoica (Cnosso e Festo), in seguito i costruttori scoprono in maniera empirica i vantaggi dell’utilizzo del telaio di legno nelle regioni sismiche. Da allora si svilupparono in diversi paesi europei svariate tipologie di murature intelaiate in legno. Telai in legno con muratura interna apparvero in Turchia (i cosiddetti Himis) ed una tecnica costruttiva simile, la Gaiola, venne utilizzata dopo il terremoto di Lisbona del 1775. Nell’Italia meridionale Ferdinando IV di Borbone, particolarmente ferrato in fatto di antisismica, impose in Calabria l’utilizzo di muratura rinforzata da telai di legno durante la ricostruzione seguita al sisma distruttivo del 1783.


Gli edifici con strutture simili sopportarono diversi terremoti (ad esempio nella Calabria meridionale, nel 1905 e nel 1908; a Kocaeli e a Duzce in Turchia, nel 1999; a Lefkas in Grecia, nel 2003) riportando lievi danni o l’assenza totale di essi e dimostrando una forte resistenza alle azioni dinamiche. In effetti la ridotta massa degli edifici ed una certa duttilità dovuta alla frizione tra la muratura e le parti in legno, assicura a questo tipo di costruzioni ottimi comportamenti in aree sismiche.


Pertanto il convegno di Cosenza intende fornire un contributo alla conoscenza della muratura storica rinforzata da telai in legno, requisito fondamentale per incoraggiare la conservazione di questo importante documento della storia della tecnologia europea. L’incontro metterà a confronto ingegneri e architetti, ricercatori ed educatori provenienti dagli ambiti della storia della tecnologia, delle metodologie costruttive e del comportamento sismico delle strutture lignee. Verranno così analizzati gli aspetti storici; l’ispezione e il monitoraggio; le prove non distruttive; i risultati sperimentali e i test di laboratorio; il comportamento sismico; i degradi tipici delle strutture; il calcolo; la valutazione di sicurezza; la teoria della conservazione; le tecniche di riparazione e i casi studio.


Comitato scientifico
Gennaro Tampone (presidente del Comitato scientifico di Icomos Wood Scientific Committee - Italia);
Ario Ceccotti (direttore del Cnr Ivalsa - Italia);
Hulya Diskaya (Università Mimar Sinan - Turchia);
Paulo Lourenço (Istituto di ingegneria dell’Università di Minho - Portogallo);
Nicola Ruggieri (Dipartimento di modellistica per l’ingegneria dell’Università di Calabria - Italia);
Eleftheria Tsakanika (Istituto di architettura dell’Università tecnica nazionale di Atene - Grecia).

 

LINK
www.ivalsa.cnr.it

http://smartlab.unical.it

 

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